Academy aziendali per la formazione dei giovani nelle professioni che promuovono la cultura del Made in Italy
di Silvia Fregolent e Vittoria Nallo
10 luglio 2026
Tema
La disoccupazione e la precarietà giovanile hanno raggiunto proporzioni inaccettabili. La difficoltà di inserirsi nel mercato del lavoro, i salari bassi così come i contratti che non garantiscono rapporti di lungo periodo portano i giovani a perdere fiducia nel mercato del lavoro, e a trasferirsi all’estero. Secondo i dati del 2025, in Italia, più del 13% dei giovani in età compresa tra i 15 e i 29 anni, non studia e non lavora: questo testimonia la scarsa fiducia da parte dei giovani nella capacità del nostro sistema di istruzione di prepararli per essere competitivi nel mercato del lavoro. D’altra parte, molti giovani preferiscono trasferirsi all’estero, per trovare maggiori e migliori opportunità lavorative, e salari all’altezza delle loro qualifiche. I dati dimostrano che nel solo 2024, sono stati 78 mila i giovani con età compresa tra il 18 e i 34 anni che hanno lasciato il Paese, mentre il numero complessivo di giovani emigrati nel periodo tra il 2011 e il 2024 è di 630 mila. A fronte di questi dati molto preoccupanti, il nostro sistema offre strumenti del tutto inadeguati per sopperire alla crisi sistematica di precarietà e disoccupazione giovanile, e per garantire un’adeguata formazione dei giovani: spesso si riscontra un abuso dei tirocini extra-curricolari, che non consentono una stabilizzazione dei giovani all’interno del mercato del lavoro, e che non favoriscono la loro formazione e crescita personale e professionale. D’altra parte, manca una disciplina organica che permetta agli stage curricolari di rappresentare effettivamente un’occasione per la formazione e l’avvicinamento al mercato del lavoro da parte dei giovani. In alcuni settori, in particolare, come quello della cultura, della creatività e dello spettacolo, mancano strumenti e investimenti adeguati ad assicurare una formazione dei giovani che intendono accedere a questo specifico mercato del lavoro, che di per sé è caratterizzato da una forte precarietà, da salari bassi, e da rapporti di lavoro subordinati fittiziamente ricondotti a collaborazioni con partita Iva. Queste considerazioni portano i giovani ad essere scoraggiati nell’intraprendere una carriera nell’ambito delle professioni artigiane, culturali e creative che rappresentano la piena estrinsecazione del modello culturale del Made in Italy.
Soluzione
È necessario incrementare gli investimenti nella formazione di professionisti che possano, tramite la loro attività, promuovere il modello culturale del Made in Italy. Tali investimenti in formazione permetteranno alle imprese che custodiscono il know-how e diffondono quotidianamente la cultura del Made in Italy di occuparsi direttamente della formazione di giovani professionisti che potranno, successivamente, trovare condizioni di lavoro stabili e salari adeguati all’interno del settore. Pertanto, si propone di istituire, nello stato di previsione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, un apposito fondo per finanziare le iniziative di formazione promosse dalle imprese che operano nell’industria culturale e creativa italiana. In particolar modo, il fondo finanzierà la costituzione di “Academy aziendali”, ossia centri di formazione interni alle imprese e rivolti ai giovani. Nelle Academy aziendali, il personale dipendente dell’impresa svolgerà la funzione di docente o tutor, al fine di trasmettere ai giovani le competenze e conoscenze necessarie per l’esercizio della professione. Questa misura garantirà di avvicinare i giovani al mondo professionale, per mezzo di un periodo di formazione mirato, che viene organizzato e promosso da chi è maggiormente competente, ossia le imprese che operano nel settore di riferimento. A fianco di questa misura, comunque, occorre ribadire la necessità di riorganizzare la disciplina in materia di tirocinio: è indispensabile, infatti, abolire l’istituto degli stage extra-curricolari, che portano i giovani a situazioni di precarietà. È anche necessario introdurre una disciplina organica dei tirocini curricolari, in modo tale da garantire che questi avvicinino gli studenti al mercato del lavoro, assicurando la piena compatibilità tra le mansioni che il tirocinante si trova a svolgere nel suo periodo di stage e il suo percorso formativo.
Punteggio
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